ETIOPIA STORICA E LE CHIESE DEL TIGRAI

Etiopia storica e le chiese del Tigrai

14/12/2018 - Vacanza

Abbiamo cominciato il giro da Axum, una cittadina della regione Tigrai che nei tempi antichi  e' stata capoluogo di un impero durato circa un millennio. Abbiamo visitato il parco delle stele, monoliti impiegati come pietre tombali e ottimamente conservati, che sono la testimonianza di un passato glorioso; il museo archeologico espone una varietà di reperti quali una raccolta di iscrizioni in lingua sabea di 2500 anni fa, un’interessante collezione di monete axumite e del vasellame decorato e inciso con motivi ancora oggi utilizzati nell’artigianato a testimonianza dell’antico rapporto commerciale fra l’impero axumita, l’Egitto e la penisola sud-arabica. Abbiamo proseguito con il palazzo e i bagni della regina di Saba e la chiesa di Santa Maria di Sion. Quest'ultima  custodisce, secondo la credenza dei fedeli ortodossi, l’Arca dell’Alleanza portata in Etiopia da Menelik I ai tempi di re Salomone; infine il piccolo museo all’interno del complesso che espone un’eccezionale collezione di corone imperiali e croci antichissime.
Da Axum siamo andati verso la zona del Gheralta attraversando le ambe di Adwa e le catene di montagne dell'acrocoro etiope,  paesaggi splendidi che cambiano colori e forme in pochi chilometri. Gheralta e' una delle quattro zone dove sono concentrate le chiese rupestri del Tigrai. Abbiamo visitato alcune di queste chiese scavate nella roccia che risalgono perfino, secondo alcuni, al IV secolo d.C. Dopo queste siamo passati alla regione Amhara attraversando sempre paesaggi meravigliosi, per arrivare a Lalibela.
Lalibela e' conosciuta per le undici chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. In particolare modo  la chiesa ipogea e cruciforme di San Giorgio, la chiesa affrescata di Bet Mariam e l’imponente Bet Medane Alem.  Incredibile il lavoro di scultura, questi blocchi monolitici di grès rossastro sono stati svuotati all’interno e scolpiti all’esterno per ottenere la forma del tetto, la facciata e le pareti; le stesse sono poi state traforate per ricavare porte e finestre. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra.
La prossima tappa era Gondar. Nel 1636 fu proclamata capitale d’Etiopia dall’imperatore Fasilidas ed è famosa per i resti dei castelli seicenteschi, patrimonio dell'Unesco, racchiusi nel recinto del quartiere imperiale. Il più spettacolare e meglio conservato è il palazzo dell’imperatore che si eleva per 32 metri e ha un parapetto merlato e 4 torrette a cupola che ricordano in nostri castelli medievali. Si prosegue la visita con la chiesa di Debre Birhan Selassie che vanta il famoso soffitto decorato da splendidi angeli e le pareti stupendamente affrescate; la raffigurazione più interessante è quella dell’Inferno. Si raggiungono poi i bagni dell’imperatore conosciuti anche come la piscina di Fasilidas.
La tappa sequente era Bahirdar. Abbiamo fatto un’escursione in barca fino all'isola centrale del lago Tana, il lago più esteso d’Etiopia che ospita sulle sue rive e nelle isole numerosi e antichi monasteri. Su quest'isola c'e' il monastero Narga Sillassie costruito nel XVIII secolo dalla Regina Mentiwab. Al ritorno ci siamo fermati ai due monasteri della penisola di Zeghe, Ura Kidane Meheret e Azwa Mariam, dove si conservano pitture e manoscritti risalenti al Medioevo etiopico. Le pareti dei monasteri sono affrescate con scene del Nuovo Testamento e della vita dei Santi locali e molto interessanti sono le icone, le croci copte d’argento, le corone dei re e i paramenti sacri.