CINA

Cina

14/12/2018 - vacanza

Era il 2010, l'anno della tigre , in ottobre partimmo per la Cina dove , in due settimane di viaggio avremmo visitato: Pechino, Xian, Guilin, Shangai , Guanzhou e Souzhou, in un tour al qual si erano iscritte circa 20 persone, che ci avrebbe portato a nord , al centro, al sud ed ad est del grande paese asiatico,il celeste impero tante volte sognato. Noi eravamo in tre : Giuliano, Mia moglie Maria ed un nostro amico, Roberto.

l'impatto con Pechino fu duro, l'inquinamento quel giorno era davvero tremendo quasi al livello massimo, ma poiil giorno dopo il vento spazzò tutto e la visita alla grande muraglia fu meravigiosa , il primo contatto con la gente , provenivano da ogni parte della Cina , vestivano i costumi regionali, tutti erano amichevoli.
Pechino, la capitale del nord, con i suoi templi rimasti dopo la rivoluzione, il giardino imperiale e sopratutto la città proibita, che avevamo sognato nel film di Bertolucci" L'ultimo imperatore", non ci deluse, ma la seguente tappa a Xian, l'antica capitale dove arrivammo la sera quando tutte le sue possenti mura erano illuminate a festa da lanterne rosse, ci fece sentire , a differenza della fredda Pechino, il peso dei suoi 12 secoli di cultura e di non interrotta armonia testimoniata  dal ritrovamento a trenta km di distanza dall'universalmente noto esercito di terracotta , vero miracolo archeologico.
Camminare sulle ciclopiche mura di Xian, cantare con la gente , ballare nei giardini, osservare il fluire della vita , a volte riuscire ad evadere ritagliandoci qualche ora da soli, mangiare degli ottimi ravioli qui davvero una specialità, questi i ricordi più ricorrenti .
Voliamo poi a sud , vicini al Vietnam, a Guilin dove il paesaggio è tra i più celebrati dagli artisti nei  delicati acquerelli e nellle sete dipinte con maestria; la crociera sul fiume è un incanto, il fiume LI scorre tra pinnacoli di roccia che sorgono nella verde campagna ed è un paesaggio incantato.
La notte ci aggiriamo nelle stradine tra la gente che balla e canta, il fiume è illuninato da lanterne , l'albergo ricco e scenografico.
A Shangai , la New York asiatica, tra la folla brulicante la metropoli di 18 milioni di persone, ossrviamo dalla baia i grattaceli della nuova potenaza mondiale illuminarsi e riflettersi sull'acqua, camminiamo nelle strade e nei vicoli oscuri nell'alternanza tra profumi e pestilenziali odori , mangiamo con  gusto le delicate colorate pietanze cinesi  (lo abbiamo fatto sempre benissimo, nei ristoranti o negli ottimi hotels.)

Dopo  trasferimenti in aereo per i voli interni adesso il gruppo che si è assottigliato, (non tutti avevanoo scelto di prolungare il soggiorno per vissitare due città a 300 km da Shangai) sale in treno per arrivare a Guanzhou e Souzhou, dove i potenti mandarini avevano creato raffinati ambienti di svago e risposo : laghetti, giardini, templi nelle rocce... ed anche qui la sera , ma non fino a più delle 22.30 gli specchi d'acqua si animano di luci , di colori, di danze e di suoni , di scenografie di massa che evidentemente i cinesi apprezzano molto e che ci lasciano stupiti per la grazia e la dolcezza che contrasta assai con l'ufficialità dei palazzi del regime.
 
E'Il popolo che abbiamo sfiorato, fugacemente incontrato, con il quale abbiamo cercato un contatto andando nei supermercati o nei giardini, nel poco tempo libero che ci siamo ritagliati, che era per noi importante , anche se l'organizzazione è stata sempre perfetta.

 La sensazione finale è di lasciare un arrivederci alla Cina in marcia perenne , in continuo cambiamento, dalla quale il mondo non potrà prescindere, con i suoi pregi e difetti, un popolo che dovremo ascoltare.